domenica 11 luglio 2021

UNA NUOVA SCUOLA ITALIANA

 


UNA NUOVA SCUOLA ITALIANA

 

Chiuso un certo tipo di scuola, dovrebbe aprirsene un altro, quello di una “nuova scuola”.

Da parte della politica e delle Istituzioni pubbliche dovrebbe finalmente sorgere una seria assunzione di responsabilità, realizzarsi la capacità e la volontà di cogliere adesso, senza indugi, una occasione unica, epocale, quale quella del “recovery fund” , per portare la “scuola italiana” ai primi posti mondiali, non solo per una già indiscussa e comprovata , elevata valenza culturale, ma ciò dovrebbe diventare anche per una vera efficienza organizzativa dei suoi apparati pubblici.

Una scuola veramente e realmente “moderna” , che però sia vista in un contesto di “rivoluzione culturale” nel nostro Paese, che coinvolga la politica, le istituzioni pubbliche , gli insegnanti e anche la cittadinanza. Le risorse economiche adesso disponibili, se adeguatamente investite, dovrebbero essere utilizzate per una radicale ristrutturazione di tutto il comparto, a partire dalla edilizia scolastica. Edifici nuovi o ristrutturati, modernamente attrezzati e sicuri, con un numero di aule che sia adeguato alle esigenze locali, territoriali e soprattutto che prevedano un numero di studenti , per aula, non superiore a quindici. Un corpo insegnanti , già professionalmente preparato, ma che quantitativamente sia adeguato alle condizioni necessarie stabilite in base alle suddette esigenze.

Inoltre, un altro aspetto importantissimo, è quello di una vera “revisione” dei metodi di insegnamento e di svolgimento delle lezioni, in cui sia più rilevante un rapporto interlocutorio tra insegnante e studenti e soprattutto partecipativo da parte di questi ultimi, con interventi non solo verbali, o scritti , per una riappropriazione della lingua italiana corretta, ma anche illustrativi messi in opera dal docente, tramite appositi mezzi e strumenti , tecnologici, informatici, etc.., che facilitino fisicamente e intellettualmente l’apprendimento delle prescritte nozioni culturali, disciplinari, rendendo per tutti, insegnante e studenti, più interessante e piacevole, persino a volte anche divertente, il percorso disciplinare.

In tal modo, verrebbero a ridursi drasticamente gli impegni degli studenti , quelli che tradizionalmente vengono a loro richiesti con i cosiddetti “ compiti a casa” e che essendo “tradizionalmente” sovrabbondanti, precludono ai ragazzi altre possibilità di rivolgere attenzioni ad attività diverse , anche sportive o di svago, parimenti utili per la loro crescita.

L’utilizzazione dei mezzi e strumenti telematici, sempre più tecnologicamente avanzati, consente , così come ha dato prova l’esperienza durante le condizioni restrittive dovute alla pandemia da covid, sia agli insegnati, sia agli studenti, di approfondire conoscenze in misura sempre maggiore , attraverso la consultazione di testi , di argomenti, e informazioni su personaggi interessanti e tutto ciò , non solo avendolo acquisito , ma anche condiviso , in modo virtuale, durante e anche oltre gli orari previsti per le lezioni in classe..

Aspetto ulteriormente importante ed eccezionale , che la trascorsa esperienza ha fornito, è stata una acquisita assunzione di responsabilità e di autonomia gestionale da parte di ogni studente nello svolgimento degli impegni di studio delle materie . Un fattore , questo, certamente positivo riguardo al processo evolutivo dello studente, e che dovrebbe nel prossimo futuro assolutamente e proficuamente essere utilizzato in un contesto scolastico rinnovato e più adeguato alle esigenze di una società dove il fattore umano, quello dei giovani, costituisce il vero progresso , civile e sociale dell’intero Paese.

IL VERO SCANDALO

 


IL VERO SCANDALO

 

Riguardo alla “ riforma della giustizia” sono in corso alcune tattiche di una certa parte politica e non solo, inserite in una precisa strategia.

Ciò avviene attraverso immagini e notizie scabrose, scandalose, di cui alcune sino ad ora appositamente conservate nel cassetto, ma fatte uscire al momento opportuno per suscitare reazioni emotive e di indignazione nel pubblico. Azioni che hanno lo scopo di destabilizzare e scardinare il precario, già critico e scorretto sistema attuale , ma solo per instaurarne uno certamente peggiore. Un sistema in cui , con una falsa intenzione di una maggiore e più giusta libertà dei cittadini dai poteri, in effetti avranno più libertà di manovra , soltanto i mafiosi, i criminali, gli speculatori, i politici corrotti e i disonesti.

Infatti, la eventuale riforma della giustizia, non riguarderà certamente interventi operativi per una maggiore efficienza degli apparati giudiziari e penitenziari, quali aumenti di organici di personale magistrati e cancellieri e personale penitenziario. Non riguarderà un rinnovo e ammodernamento degli uffici giudiziari e delle carceri. Non riguarderà l'aspetto della esigenza della reale esecutività della pena , sia detentiva ,sia patrimoniale ,specie nei confronti della criminalità organizzata. Non riguarderà la reale ed effettiva separazione dal mondo politico e partitico, , e quindi non ingerenza della politica verso e all'interno delle attività e funzioni giudiziarie,.. Bensì , le modifiche che la sopradetta parte politica " riformista" vorranno apportare saranno incentrate a mantenere norme sulla prescrizione breve, volte all'indebolimento dei poteri giudiziari, specie dei pubblici ministeri, con la separazione delle carriere , con nomina politica del P.M., e quindi per un rafforzamento dei poteri politici e conseguentemente degli interessi loro collegati e agli affari di natura privatistica, spesso illegali . di politici corrotti e collusi con le varie mafie, i cui patrimoni potranno finalmente stare al sicuro.

Con la “riforma” approvata oggi 8 luglio 2021 da tutti i partiti di governo, compreso il M5S, la “prescrizione” non esiste più, ma viene sostituita dalla “improcedibilità” del processo. In altri termini, significa che con il limite di due anni in grado di appello e di un anno in cassazione , ogni processo penale dovrà necessariamente essere definito entro i suddetti termini di tempo,( tranne qualche allungamento ( tre anni per appello e 18 mesi per cassazione, per determinati reati, contro la P.A. ) , altrimenti verrebbe meno l’esistenza del processo stesso.

Se a questo si aggiunge la già intervenuta centralità funzionale del capo della Procura della Repubblica nei confronti dei subordinati altri pubblici ministeri, in specie riguardo alla possibilità di valutare l’opportunità o meno di procedere alle indagini oltre all’obbligatorietà o meno della azione penale in merito a taluni reati ed inoltre, la riduzione dei tempi di indagine preliminare , allora il quadro di controllo dei giudici da parte del mondo politico è completo.

Conseguenza grave sarà che , non avendosi un adeguato aumento di personale , tra giudici e funzionari, la suddetta “riforma” costituirà praticamente per molti processi una impossibilità di essere definiti con sentenza, e quindi “ la morte della giustizia” per le persone oneste e la vittoria della “ingiustizia” a favore del mondo di disonesti e criminali.